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Leishmaniosi nel cane, diagnosi e prevenzione

Leishmaniosi nel cane: diagnosi, cura e prevenzione

La leishmaniosi nel cane: cos’è?

Cos’è la leishmaniosi? Non trattandosi di una semplice malattia, è bene chiarire qualche punto.

La leishmaniosi è:

  • una malattia infettiva di origine parassitaria
  • una malattia che colpisce principalmente i cani, ma anche altri animali come gatti e roditori
  • una zoonosi, ovvero una malattia infettiva trasmissibile anche all’uomo
  • una malattia che colpisce il sistema immunitario del cane
  • una malattia cronica, non completamente curabile. Tuttavia, se la diagnosi e le cure sono tempestive, il cane può comunque condurre una vita normale.

Cause della leishmaniosi nel cane

La causa della leishmaniosi è un protozoo chiamato Leishmania Infantum. Esso si trasmette al cane attraverso la puntura del flebotomo, un piccolo insetto ematofago (che si nutre di sangue) simile alla zanzara, conosciuto anche come pappatacio.

Questo insetto può positivizzarsi alla leishmania durate un pasto di sangue e poi trasmetterla al cane. A questo punto, il protozoo si insinua all’interno delle cellule dell’ospite, producendo una risposta immunitaria incontrollabile che a lungo termine può avere un esito fatale.

Per completare il suo ciclo, infatti, la leishmania ha sempre bisogno di un ospite intermedio (costituito dal flebotomo che si nutre di sangue) e di un ospite definitivo (un animale vertebrato che viene infettato a causa della puntura del vettore). La leishmania si localizza nelle ghiandole salivari del flebotomo in modo da essere agevolmente veicolata nell’ospite che l’insetto andrà a pungere.

Il cane, quindi, rappresenta l’ospite definitivo punto dal flebotomo e viene considerato “serbatoio naturale” di questa patologia.

Sono state descritte più di 23 specie di Leishmania, la maggior parte delle quali sono zoonotiche, cioè trasmissibili anche all’uomo.

La diffusione di questo patogeno è legata sia ai cambiamenti climatici che hanno portato il flebotomo ad adattarsi bene ad ambienti che una volta erano sfavorevoli (fino a 20 anni fa il Nord Italia era considerato immune, mentre ora si verificano numerosi casi in tutte le regioni), sia all’aumentata frequenza della movimentazione dei cani. Gli anticorpi che il cane sviluppa dopo il contagio non sono protettivi, anzi si depositano provocando una malattia renale progressiva che termina con un’insufficienza irreversibile.

Se la diagnosi è tempestiva, le cure quotidiane e i controlli dal Veterinario avvengono con frequenza, il cane può comunque condurre una vita normale.

Leishmaniosi: sintomi nel cane

Quali sono i primi segni di leishmaniosi nei cani?

I sintomi iniziali della leishmaniosi canina includono problemi cutanei (soprattutto intorno alla testa e ai punti di pressione), ingrossamento dei linfonodi e della milza, problemi agli occhi, perdita di peso, letargia, riduzione dell’appetito, epistassi, vomito e diarrea.

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Via via che la malattia si protrae ulteriori sintomi possono manifestarsi:

  • piaghe sulla pelle
  • ulcere
  • continua perdita di peso
  • chiazze calve
  • congiuntivite
  • cecità
  • secrezione nasale
  • atrofia muscolare
  • gonfiore e problemi agli organi, inclusi lievi attacchi di cuore.

Come si diagnostica la leishmaniosi

Prima la leishmaniosi viene diagnosticata, meglio è per la salute di Fido.

Sono disponibili una serie di esami che permettono di diagnosticare la leishmaniosi, anche in soggetti che ancora non presentano una sintomatologia conclamata: l’esame cito-istologico, l’esame ELISA, l’esame d’immunofluorescenza indiretta e il PCR.

Grazie a questi test di laboratorio è possibile evidenziare la presenza del parassita o degli anticorpi prodotti nei confronti dello stesso.

Quando si riscontra la presenza del parassita e l’assenza di segni clinici si parla di infezione. In presenza di entrambi si parla, invece, di malattia.

Se il cane è infetto, lo stadio d’infezione può permanere anche per mesi o addirittura anni prima della comparsa dei segni clinici.

La leishmaniosi nel cane: come prevenirla

Per una prevenzione efficace della leishmaniosi è necessario ridurre al minimo le possibilità che il cane venga punto. Scegli prodotti antiparassitari per uso topico (spot-on e collari) che abbiano un effetto repellente, cioè impediscano ai pappataci di pungere il cane.

La prevenzione andrebbe effettuata con antiparassitari specifici per tutta la durata del periodo a rischio, ovvero la stagione primaverile-estiva nel Nord Italia e quella primaverile-estiva-autunnale nel Centro-Sud Italia.

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L’effetto repellente dell’antiparassitario impedisce all’insetto di pungere l’ospite, mentre l’effetto insetticida (che si verifica entro 24 ore dall’applicazione) impedisce al flebotomo di propagare le leishmanie ad altri ospiti tramite il pasto di sangue.

Non permettere al flebotomo di alimentarsi significa prevenire l’inoculazione della leishmania: su questa semplice strategia si basa la soluzione per il controllo della patologia parassitaria. Esistono specifiche soluzioni antiparassitarie per cani, come pipette spot-on, collari e spray, ognuno con una durata d’azione diversa.

Tieni sempre presente che i piretroidi, le molecole contenute all’interno degli antiparassitari, sono tossiche per i gatti. Se erroneamente viene applicato al gatto l’antiparassitario formulato per il cane, l’intossicazione può portare perfino alla morte. Se cane e gatto convivono è sufficiente tenerli divisi alcune ore, fino a che il sito di applicazione risulti asciutto.

Leishmaniosi nel cane: cura e rimedi

La leishmaniosi è curabile?

Essendo una malattia cronica, la leishmaniosi nel cane dovrà essere tenuta sotto controllo attraverso diversi medicinali per tutto il resto della vita del cane.

L’aspettativa di vita di un animale domestico affetto da leishmaniosi, infatti, dipende dalla tempistica con cui è stata diagnosticata la malattia.

Se la diagnosi è stata tempestiva e le cure sono iniziate subito, il cane potrà vivere molti anni in buone condizioni fisiche.

Partendo dal presupposto che il trattamento della leishmaniosi è raccomandato in caso di manifestazioni cliniche e che la terapia più idonea per ciascun animale deve essere stabilita dal Veterinario, di seguito trovi un elenco dei principi attivi utili per la leishmaniosi:

  • Antimoniato di meglumina, somministrata per via sottocutanea;
  • Miltefosina, Allopurinolo e Domperidone, con assunzione per via orale.

Ricorda, inoltre, che il cane può guarire da sintomi e manifestazioni cliniche legate alla malattia, ma rimarrà comunque infetto per tutta la vita. Pertanto, avrà bisogno di controlli regolari dal Medico Veterinario.

Leishmaniosi nel cane: il vaccino

Vaccinazioni definitive contro la leishmaniosi nel cane non sono tutt’ora disponibili.

I vaccini presenti sul mercato, infatti, possono diminuire le possibilità di contrarre l’infezione, ma non sono in grado di proteggerlo completamente. Generalmente, possono essere somministrati a partire dai 6 mesi di vita; successivamente è necessario un richiamo ogni 12 mesi.

Ricorda sempre che l’impiego dell’antiparassitario non può mancare neanche per i cani vaccinati, in quanto il vaccino protegge dalla malattia, ma non dal contagio. La prevenzione con antiparassitari è quindi sempre di primaria importanza e non può essere rimpiazzata dalla somministrazione del vaccino!

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